Organic Pure

Organic Pure Care è un’azienda giovane, nata nel 2011. Affonda le sue radici in una lunga tradizione di acconciatori con autentica passione per questo lavoro.

La mission è la produzione di prodotti per capelli e corpo con estratti di piante, fiori e oli essenziali, preservare la salute dei capelli e del cuoio capelluto attraverso l’utilizzo di prodotti di altissima qualità a base di ingredienti naturali.

Prestiamo molta attenzione ai materiali (plastica riciclata, carta FSC, cotone biologico per le magliette…) e alla filiera, utilizzando corrieri con certificazioni ambientali.

Per quanto riguarda i prodotti, gli ingredienti che caratterizzano le varie linee (es. olio di Argan) sono tutti di origine biologica certificata.

Circa il 10% del nostro fatturato è dedicato alla ricerca, è qualcosa in cui crediamo molto.

I nostri prodotti sono esclusivi per il salone. Prendiamo un impegno anche scritto con i distributori affinché non vendano online o nella grande distribuzione,  vogliamo far crescere anche il salone, ripagare, in un certo senso, quello che ci offre in termini di esperienza, di formazione, di contatto con il pubblico.

Il Made in Italy è ancora sinonimo di qualità, di eleganza, di originalità all’estero. Noi abbiamo la fortuna di essere nati sulla riviera del Brenta, che collega Padova a Venezia: siamo circondati dalla bellezza, dall’arte, dalle ville venete con i loro magnifici giardini. Per trovare l’ispirazione giusta basta semplicemente guardarsi intorno!

Una sede in Florida: Siamo particolarmente legati per vari motivi – anche personali, oltre che professionali – agli USA, e da questo nasce la scelta di aprire lì una sede.

Il mercato italiano è confuso, frammentario, asimmetrico, ci sono troppe micro aziende concorrenti ed è difficile imporsi come leader. Noi cerchiamo di fare la differenza con  prodotti green e made in Italy sia in Italia che all’estero e non solo, forniamo consulenza e corsi di formazione ai saloni hair stylist da quella tecnica, incentrata più sui prodotti, a quella stilistica, e a tutti i livelli, quindi dal titolare del salone ai collaboratori più inesperti. Riteniamo fondamentale anche la formazione manageriale, di cui offriamo corsi base, intermedio e avanzato: è importante infatti far crescere nei parrucchieri professionisti la consapevolezza dell’importanza di una corretta gestione del salone dal punto di vista economico e finanziario

COLLABORAZIONI con aziende a produzione 100% made in Italy e green

Kripa Venezia S.r.l.

Excel Scd S.r.l.

 

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  • PATRIMONIALE E TASSAZIONE DEGLI IMMOBILI

    Ha senso chiedersi se la tassazione sugli immobili costituisce una imposta patrimoniale ? Certo che ha senso: perché una patrimoniale, appena evocata, è immediatamente percepita iniqua in quanto tassa la ricchezza.
    Qui non è in discussione la potestà impositiva dello stato o l’opportunità politica di una scelta di scienza delle finanze, ma la quantità e qualità del carico fiscale; allora vediamo di esplorarlo con un esempio cavia.

    Assumiamo come cavia un ipotetico ufficio nel centro di Torino, di 400 metri quadri; le tariffe OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare a cura dell’Agenzia delle Entrate) ci dicono che il valore di mercato varia da 1.200 a 2.300 euro al metro quadro ed il valore di locazione varia da 6,10 a 11,50 euro/mese al metro quadro. Sviluppando una situazione media avremmo che l’immobile vale 800 mila euro e potrebbe produrre un reddito (canone di locazione) di 48 mila euro (una redditività lorda del 6%.
    Sull’immobile detenuto sono dovute al comune IMU e TASI (o l’una o l’altra od entrambe, secondo i comuni) da calcolarsi sulla rendita catastale nonché le imposte sul Reddito da computarsi sul Reddito da locazione.
    Analizzando un possibile inquadramento catastale avremmo un onere di 14,2 mila euro dovuto al comune, il che significa 36 euro al metro quadro; ciò significa che in 56 anni ripago l’intero immobile al comune: non è una patrimoniale, di fatto, questa ?
    Ma non basta: sul reddito, il percettore ipotizzato persona fisica, paga imposte che (se fosse nella fascia massima di scaglione) ammonterebbero a 21,6 mila euro ai quali sommati i tributi comunali per 14,2 mila euro determinano un carico fiscale di 35,8 mila euro cioè il 75% del reddito.
    Dunque un soggetto che investe 800 mila euro, può assicurarsi una redditività netta di 12 mila euro cioè l’1,5%: come dovremmo definirla questa situazione ?

    Qualcuno potrebbe obiettare che la banca dati OMI, proprio perché si basa su atti registrati, non è rappresentativa del reale andamento del mercato; la visione di altri listini o borsini, desunti dalla rete, ci porta a ritenere però i dati OMI sufficientemente attendibili. Comunque se vogliamo ipotizzare che tali dati siano sottostimati del 20% (di più non sarebbe credibile) e ricalcoliamo i driver sopra esposti avremo che l’immobile lo ripaghiamo per intero in 70 anni anziché 56 e che l’onerosità fiscale è del 69% anziché del 75%.

    Perché non chiediamo in massa un nuovo classamento volto ad ottenere rendite catastali, più basse ed aderenti ai valori di questo mercato depresso, quanto meno per sgonfiare IMU e TASI o c’è rischio che i comuni innalzino le aliquote ?
    Troppa, troppa, troppa pazienza dobbiamo avere ! Finché non si inizia a potare l’albero delle Tasse, questo crescerà sempre a dismisura e finché non si tarano le Entrate sul volume delle Uscite e non viceversa, il risultato sarà sempre questo: ma è un’altra storia.
    Marco Savio.


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  • Organic Pure

    Organic Pure Care è un’azienda giovane, nata nel 2011. Affonda le sue radici in una lunga tradizione di acconciatori con autentica passione per questo lavoro.

    La mission è la produzione di prodotti per capelli e corpo con estratti di piante, fiori e oli essenziali, preservare la salute dei capelli e del cuoio capelluto attraverso l’utilizzo di prodotti di altissima qualità a base di ingredienti naturali.

    Prestiamo molta attenzione ai materiali (plastica riciclata, carta FSC, cotone biologico per le magliette…) e alla filiera, utilizzando corrieri con certificazioni ambientali.

    Per quanto riguarda i prodotti, gli ingredienti che caratterizzano le varie linee (es. olio di Argan) sono tutti di origine biologica certificata.

    Circa il 10% del nostro fatturato è dedicato alla ricerca, è qualcosa in cui crediamo molto.

    I nostri prodotti sono esclusivi per il salone. Prendiamo un impegno anche scritto con i distributori affinché non vendano online o nella grande distribuzione,  vogliamo far crescere anche il salone, ripagare, in un certo senso, quello che ci offre in termini di esperienza, di formazione, di contatto con il pubblico.

    Il Made in Italy è ancora sinonimo di qualità, di eleganza, di originalità all’estero. Noi abbiamo la fortuna di essere nati sulla riviera del Brenta, che collega Padova a Venezia: siamo circondati dalla bellezza, dall’arte, dalle ville venete con i loro magnifici giardini. Per trovare l’ispirazione giusta basta semplicemente guardarsi intorno!

    Una sede in Florida: Siamo particolarmente legati per vari motivi – anche personali, oltre che professionali – agli USA, e da questo nasce la scelta di aprire lì una sede.

    Il mercato italiano è confuso, frammentario, asimmetrico, ci sono troppe micro aziende concorrenti ed è difficile imporsi come leader. Noi cerchiamo di fare la differenza con  prodotti green e made in Italy sia in Italia che all’estero e non solo, forniamo consulenza e corsi di formazione ai saloni hair stylist da quella tecnica, incentrata più sui prodotti, a quella stilistica, e a tutti i livelli, quindi dal titolare del salone ai collaboratori più inesperti. Riteniamo fondamentale anche la formazione manageriale, di cui offriamo corsi base, intermedio e avanzato: è importante infatti far crescere nei parrucchieri professionisti la consapevolezza dell’importanza di una corretta gestione del salone dal punto di vista economico e finanziario

    COLLABORAZIONI con aziende a produzione 100% made in Italy e green

    Kripa Venezia S.r.l.

    Excel Scd S.r.l.

     


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  • È finito negli SPAM: perché, cosa vuol dire

    Carne di maiale (89%), prosciutto (2%), sale, amido, acqua, zucchero, spezie, il tutto tritato ed inscatolato: è un composto inventato negli USA nel 1937, definito SPICED HAM ovvero prosciutto (2% ?!) speziato ovvero più semplicemente SPAM, come sintetizza la scatoletta.

    Diffuso in epoca di guerra tra i civili, a causa del razionamento, era il pasto quotidiano dei militari USA (dal romanzo La Pelle di Curzio Malaparte).

    Una inaspettata popolarità deriva allo SPAM da uno sketch (denominato SPAM) degli anni settanta: una coppia di vichinghi atterrata in un PUB chiede da mangiare ed una cameriera si prodiga ad offrireSPAM“: “uova e SPAM“, “uova pancetta e SPAM“, “uova pancetta salsiccia e SPAM“, “SPAM uova SPAM SPAM pancetta e SPAM” il tutto condito da un motivetto che ripete SPAM, SPAM etc.

    L’acronimo, per traslazione, ha finito per indicare qualcosa di qualità non eccelsa, iper diffuso e, perché no, indesiderato.

    Quando INTERNET è esondata sull’umanità e le cassette di posta elettronica hanno iniziato a riempirsi di “porcherie” ecco apparire i filtri spazzini che provvedono a “spammare” i messaggi indesiderati: ecco che si dice che alcuni messaggi sono finiti negli SPAM.



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